Benvenuti nell'azienda agricola Serconi

il paese dello zafferano

Tecniche di coltivazione:

"La durata della coltivazione in Sardegna è di 4 anni e deve ritornare sullo stesso terreno per problemi fitosanitari non prima di 8-10 anni. Alla fine del ciclo quadriennale, verso la fine di maggio si procede all'espianto dei bulbi i quali vengono mondati dalle tuniche superficiali e posti ad asciugare per un pò di tempo al sole. Dopo una selezione  in base allo stato sanitario e alle dimensioni possono essere conciati con della poltiglia bordolese e successivamente reimpiantati. Per il controllo delle infestanti si interviene con delle zappature che mirano alla loro eliminazione. In molti casi la zappatura è accompagnata da una leggera fresatura nell'interfila. Il numero di interventi necessari in una coltivazione razionale varia da 2 a 5 da eseguire in autunno (prima e dopo la fioritura) e in primavera (durante l'attività vegetativa). Lo Zafferano al pari di tutte le piante agrarie può essere colpito da differenti parassiti vegetali rappresentati principalmente da funghi, batteri e virus. Le principali malattie sono: furiosi o giallume dello Zafferano; marciume carbonioso dei tuberi; marciume secco del tubero. Tutte queste malattie possono essere preventivamente combattute con tecniche di solarizzazione del terreno e con gli accorgimenti agronomici necessari per evitare il ristagno idrico. La coltura può subire danni da roditori (ratti o topi campagnoli) e da cinghiali in quanto si alimentano di tuberi. Danni all'apparato aereo possono essere provocati da conigli e lepri. La lotta ai roditori viene fatta con le esche avvelenate o con l'ausilio di opportune recinzioni. La produzione dello Zafferano nei 4 anni di coltivazione è variabile. Il primo anno la produzione è abbastanza bassa, nel secondo anno aumenta, nel terzo anno si ha la massima fioritura, nel quarto anno la produzione è ancora interessante ma in fase decrescente."

torna indietro

le antiche ricette le tradizioni la preparazione l'arte dello zafferano